Dal laboratorio · N. 01

Come si fa un dildo in legno: la nostra guida completa dal laboratorio

Il nostro processo completo, dalla scelta del grezzo alla sigillatura finale indurita, scritto dopo anni passati a tornire dildo in legno nel nostro laboratorio.

Questa è la guida che avremmo voluto avere quando abbiamo tornito il nostro primo dildo in legno. È l’intero processo così come lo seguiamo nel nostro laboratorio: gli stessi passaggi che usavamo quando realizzavamo dildo come Raw Love Studio, e gli stessi che stanno dietro a ogni modello Wooden Dildo Co. Che tu voglia provarci da te o semplicemente capire cosa c’è dietro un pezzo prima di comprarlo, ecco come si fa davvero.

Una cosa da dire subito: fare un dildo in legno non è difficile, ma farne uno sicuro per il corpo non perdona errori. Quasi tutti i passaggi qui sotto servono a garantire che l’unica cosa a toccare la pelle sia una sigillatura liscia, continua e completamente indurita. Se si taglia un angolo, di solito è proprio quello.

Prima di iniziare: sicurezza, due volte

In questa guida ci sono due tipi di sicurezza: la tua al tornio e quella di chi alla fine userà il pezzo.

Al tornio lavoriamo sempre con:

  • Una visiera protettiva integrale. I grezzi possono spaccarsi o saltare via dalle punte, soprattutto in fase di sgrossatura.
  • Aspirazione delle polveri e un vero respiratore. La polvere fine di levigatura è un pericolo per i polmoni, e diversi legni che amiamo (tra cui padauk ed ebano) sono noti sensibilizzanti. L’esposizione ripetuta può causare reazioni cutanee o respiratorie.
  • Niente maniche larghe, gioielli o capelli lunghi sciolti vicino al pezzo in rotazione.
  • Velocità ragionevoli. Parti piano con un grezzo non ancora tondo e aumenta solo quando è bilanciato e cilindrico.

Per chi lo userà, la regola è semplice: se non puoi fidarti completamente della finitura, il pezzo non si usa. Un dildo in legno è sicuro per il corpo solo grazie alla sua sigillatura. Il legno nudo o sigillato male è poroso e non si può pulire in modo affidabile.

Attrezzi e materiali

Non serve un laboratorio enorme. Questo è ciò che consideriamo essenziale:

  • Un tornio per legno. Un midi-tornio basta e avanza: i pezzi sono piccoli.
  • Sgorbie da mandrino e una sgorbia da sgrossatura per sagomare, più un troncatore per i tagli di misura e per il distacco. Uno scalpello obliquo è utile per tagli di finitura puliti, se sai usarlo.
  • Calibri. Un compasso per esterni o un calibro digitale per controllare i diametri man mano.
  • Una dima a grandezza naturale del profilo, disegnata su cartoncino o compensato sottile.
  • Abrasivi in una progressione completa, da circa grana 120 fino a 1000 e oltre.
  • Una finitura sicura per il corpo e documentata (ne parliamo più avanti), più pennelli puliti o panni che non lasciano pelucchi per applicarla.
  • Una buona luce, compresa una lampada bassa da inclinare sul pezzo per far emergere i graffi.

Passaggio 1: progetta il pezzo prima su carta

Non iniziamo mai un nuovo modello al tornio. Partiamo da un disegno a grandezza naturale, perché sono le misure a decidere se un pezzo sarà comodo e sicuro, molto prima del legno.

Stabilisci quattro numeri:

  1. Lunghezza totale: l’intero pezzo, base compresa.
  2. Lunghezza utile: la parte inseribile, dalla punta fino a dove il collo incontra la base.
  3. Diametro massimo: il punto più largo dell’asta. Per il comfort conta più della lunghezza.
  4. Larghezza della base: deve essere nettamente più larga dell’asta. Leggi L’importanza di una base svasata.

Come riferimento, ecco le misure dei nostri cinque modelli:

ModelloTotaleUtileØ maxBase
Dawn6,75” (17 cm)5,5” (14 cm)1,35” (3,4 cm)1,9” (4,8 cm)
Halo7,0” (18 cm)5,75” (14,5 cm)1,4” (3,5 cm)2,0” (5,1 cm)
Nocturne7,25” (18,4 cm)5,9” (15 cm)1,55” (3,9 cm)2,15” (5,5 cm)
Arc7,5” (19 cm)6,0” (15 cm)1,5” (3,8 cm)2,1” (5,3 cm)
Ember7,75” (19,7 cm)6,25” (16 cm)1,6” (4,1 cm)2,2” (5,6 cm)

Disegna il profilo a grandezza naturale, segna il diametro a intervalli regolari lungo tutta la sua lunghezza e ritaglia una dima. Quei diametri segnati diventeranno poi le impostazioni del tuo calibro.

Passaggio 2: scegli e prepara il grezzo

È il grezzo a decidere se un pezzo durerà. Le nostre regole:

  • Un legno duro, denso e stabile. Noce e acero sono i più amichevoli per iniziare. Leggi I legni migliori per i dildo in legno.
  • Ben essiccato. Il legno umido o essiccato solo in parte si muove e si crepa dopo la finitura, e questo rompe la sigillatura.
  • Venatura dritta per tutta la lunghezza. Le fibre devono correre dalla base alla punta. Leggi Direzione della venatura e resistenza strutturale.
  • Nessun difetto. Scartiamo qualsiasi grezzo con fessure, nodi, midollo o cipollatura anche solo vicino all’asta o al collo.

Taglia il grezzo a sezione quadrata, un po’ più grande del diametro della base e più lungo della lunghezza totale, così da lasciare scarto a entrambe le estremità per le punte e per il taglio di distacco. Segna i centri su entrambe le teste tracciando le diagonali, e ispeziona con attenzione il legno di testa: spesso lì si nascondono piccole crepe.

Passaggio 3: montalo e sgrossalo in tondo

Monta il grezzo tra le punte con l’estremità della base sulla testa motrice (il lato trascinato) e la punta verso la contropunta. Così la parte più spessa e resistente del pezzo resta vicina al trascinamento.

Parti a bassa velocità e usa la sgorbia da sgrossatura per togliere gli spigoli finché il grezzo non è un cilindro pulito. Una volta tondo e bilanciato, puoi aumentare la velocità. Fermati e osserva il legno ora che è scoperto: spesso è in questo momento che emergono fessure nascoste o punti teneri. Se qualcosa non ti convince, questo è il momento più economico per buttare via il grezzo.

Passaggio 4: fissa i diametri chiave

Con la dima accanto al pezzo, segna a matita le posizioni chiave mentre il tornio gira: la base, il collo, il punto più largo dell’asta, un eventuale bulbo o glande e la punta.

Poi usa il troncatore e il calibro per incidere gole di misura in ogni posizione, fino al diametro del disegno (più un filo in più per la levigatura). Queste gole sono la tua mappa: tutto ciò che sagomerai dopo serve solo a collegarle in modo fluido.

Passaggio 5: sagoma l’asta

Passa alla sgorbia da mandrino e sagoma tra le gole di misura, tagliando sempre “in discesa” (dal diametro maggiore a quello minore), così da tagliare a favore di vena invece di sollevare le fibre. Passate leggere con un utensile affilato lasciano una superficie più pulita, e quindi meno levigatura dopo.

Continua a confrontare il profilo con la dima. Contano soprattutto i raccordi: dalla base al collo, dal collo all’asta e verso un eventuale bulbo o glande. Un raccordo fluido e graduale è più comodo e più resistente di uno scalino improvviso.

Modelli curvi: il tornio lavora attorno a un unico asse dritto, quindi produce solo forme dritte e tonde. Una curva come quella del nostro Arc o del Ember deve nascere in un altro modo: tornendo su centri sfalsati, oppure tornendo il profilo e poi sagomando la curva a mano fuori dal tornio. In entrambi i casi il grezzo deve essere abbastanza grande da far restare la curva dentro una venatura dritta. Non curvare mai un’asta attraverso le fibre.

Passaggio 6: il glande e la punta

La punta deve essere completamente arrotondata, senza punte né zone piatte. Se il modello ha un glande pronunciato, come il nostro Nocturne, realizza il bordo con passate leggere e attente. I legni densi come l’ebano sono fragili sugli spigoli vivi, quindi ammorbidiamo leggermente ogni spigolo. Non deve esserci nulla che possa impigliarsi o risultare tagliente.

Lascia un po’ di scarto sul lato della contropunta, così la punta girevole non segna la punta del pezzo. Lo sistemerai per ultimo.

Passaggio 7: la base

Sagoma la svasatura dal collo fino alla larghezza piena della base con una curva fluida. Arrotonda generosamente il bordo della base. Poi lascia un tenone stretto di scarto sul lato della testa motrice per il distacco finale, e assicurati che la parte inferiore risulti piatta o appena concava, così che il pezzo stia in piedi senza dondolare.

Passaggio 8: leviga al tornio, come si deve

È questo il passaggio che separa un pezzo sicuro da uno soltanto bello. Ci abbiamo dedicato un intero articolo (Levigatura: il passaggio che quasi tutti saltano), ma ecco la versione breve:

  1. Abbassa la velocità del tornio perché l’abrasivo non surriscaldi il legno. Il calore provoca microfessure superficiali, soprattutto nei legni densi o oleosi.
  2. Passa per ogni grana, senza salti: 120, 180, 240, 320, 400, 600, 800, 1000, poi più fine per i legni più densi.
  3. A ogni grana, leviga finché non è sparito ogni graffio della grana precedente. Controlla a tornio fermo con una luce bassa e radente sulla superficie.
  4. Ferma il tornio e leviga lungo la venatura a ogni fase, per eliminare i graffi circolari che la levigatura sul pezzo in rotazione lascia dietro di sé.
  5. Solleva il pelo dopo le grane intermedie: passa un panno umido sulla superficie, lasciala asciugare e leviga via le fibre che si sono alzate.
  6. Elimina la polvere tra una grana e l’altra, perché la grana grossa non righi le fasi più fini.

Alla fine, il legno nudo dovrebbe già risultare quasi vetroso al tatto.

Passaggio 9: stacca il pezzo e rifinisci la base

Stacca il pezzo sul lato della testa motrice, lasciando la parte inferiore della base appena concava o perfettamente piatta. Poi leviga a mano la parte inferiore con la stessa progressione di grane e sistema la punta dove c’era la contropunta. Ogni superficie riceve lo stesso trattamento, comprese le parti che “nessuno tocca”.

Passaggio 10: sigillalo

È la finitura a rendere un dildo in legno sicuro per il corpo, quindi è qui che siamo più severi. Vale tutto ciò che trovi in Finiture sicure per il corpo, spiegate. In breve:

  • Usa una finitura che, una volta indurita, formi una pellicola dura, continua e non porosa, e che il produttore documenti come sicura per il contatto con alimenti o pelle una volta completamente indurita.
  • Non usare finiture solo a olio o solo a cera. Penetrano nel legno e lasciano i pori aperti, quindi non sigillano nulla.
  • Prepara la superficie: elimina ogni traccia di polvere. Sui legni naturalmente oleosi come l’olivo, segui le indicazioni del produttore della finitura sulla preparazione della superficie, così che il rivestimento aderisca bene.
  • Applica più mani sottili invece di una spessa. Le mani sottili induriscono in modo più uniforme e non colano né si accumulano.
  • Livella leggermente tra una mano e l’altra con un abrasivo finissimo quando ogni mano si è indurita, poi rimuovi la polvere prima della mano successiva.
  • Copri tutto: la punta, l’asta, la svasatura, il bordo della base e la parte inferiore.

Lascia asciugare il pezzo in piedi sulla base o sostenuto in modo che nessuna superficie fresca tocchi nulla.

Passaggio 11: fallo indurire completamente, non solo asciugare

“Asciutto al tatto” non vuol dire “indurito”. Molte finiture sembrano asciutte nel giro di poche ore ma continuano a indurirsi per giorni o settimane. Rispetta il tempo di indurimento completo indicato dal produttore per quel prodotto specifico, e consideralo un minimo.

Come lo valutiamo noi:

  • Nessun odore, nemmeno quando il pezzo viene scaldato tra le mani o sotto l’acqua calda.
  • Duro, non appiccicoso. Un’unghia premuta in un punto poco visibile non lascia segni.

Se c’è anche un solo dubbio, si aspetta.

Passaggio 12: ispezionalo prima dell’uso

Ogni pezzo che realizziamo passa la stessa ispezione finale, sotto una buona luce e a mano:

  • Nessun punto sottile, soprattutto sulla punta, sui bordi e sulla parte inferiore della base.
  • Nessun forellino, granello di polvere, colatura o bolla.
  • Nessuna crepa o fessura visibile nel legno sotto la finitura.
  • Una superficie liscia e uniforme ovunque, senza nulla che si impigli sotto il polpastrello.
  • La base è nettamente più larga dell’asta e sta in piedi stabile.

Un pezzo che non supera anche solo uno di questi controlli non esce dal nostro laboratorio.

Gli errori che vediamo più spesso

  • Partire da legno non essiccato, per poi veder crepare la finitura settimane dopo.
  • Saltare grane per risparmiare tempo. I graffi profondi restano, solo sotto una mano lucida.
  • Usare olio o cera e chiamarlo sigillato.
  • Usare un pezzo prima che la finitura sia indurita.
  • Una base appena più larga dell’asta, o nessuna vera base.
  • Ignorare la direzione della venatura in un modello curvo.

Oppure lascia che lo facciamo noi per te

Farne uno da te dà una soddisfazione vera, e speriamo che questa guida ti aiuti. Se preferisci averne uno realizzato con il processo descritto qui sopra, i nostri cinque modelli sono torniti, levigati, sigillati e ispezionati a mano nel nostro laboratorio, e ognuno è unico.

Wooden Dildo Co

Dal nostro laboratorio

Ogni modello è tornito, levigato e sigillato a mano nel nostro laboratorio, quindi ogni pezzo è unico.

WD-WAL-01 Esaurito

Arc

4,7 (25)

Noce scuro e intenso

Utile
6” (15 cm)
Ø max
1.5” (3.8 cm)

99 €

WD-OLI-02 Esaurito

Halo

4,7 (24)

Olivo dorato e caldo

Utile
5.75” (14.5 cm)
Ø max
1.4” (3.5 cm)

115 €

WD-PAD-03 Esaurito

Ember

4,7 (23)

Padauk rosso intenso

Utile
6.25” (16 cm)
Ø max
1.6” (4.1 cm)

119 €

WD-MAP-04 Esaurito

Dawn

4,7 (26)

Acero chiaro color miele

Utile
5.5” (14 cm)
Ø max
1.35” (3.4 cm)

89 €

WD-EBO-05 Esaurito

Nocturne

4,7 (22)

Ebano bruno cioccolato fondente

Utile
5.9” (15 cm)
Ø max
1.55” (3.9 cm)

175 €

Scopri tutti e cinque i modelli →